UNA GUERRA MONDIALE DIVERSA, SILENTE, NASCOSTA, NON MENO DEVASTANTE

In questa affermazione, in sè apodittica, c’è purtroppo del vero.

Speriamo che i fatti la smentiscano, ma troppi elementi, a considerarli unitamente, portano in questa direzione. In quanto sta accadendo c’è molto di non detto, volutamente, a presumibile conoscenza solo dei governanti e nemmeno di tutti. Forse non ci stanno dicendo perchè il virus “attacca” in zone strategiche e non in altre, risulta geneticamente mirato, fa “saltare” equilibri ed alleanze.

La Cina peraltro ha denunciato espressamente di essere stata oggetto di un attacco batteriologico e ha accusato gli Stati Uniti di questo, ma non è andata oltre. I cinesi sanno aspettare e se fossero stati da subito conseguenti la situazione avrebbe potuto sfuggire di mano, con conseguenze persino apocalittiche.

Da noi si sono dimenticati di dirci che forse, piano piano, stiamo cambiando persino alleanze.
Non che sia un male…

E che forse si pensa ad un attacco voluto, fatto scientemente alle economie rivali più competitive, ai loro centri produttivi, alle loro monete. Cosa valesse la Cina nel mondo, già proprietaria dell’enorme debito estero Usa, è noto, cosa pesasse la Lombardia, motore d’Europa, altrettanto. E in Lombardia le due province più ricche sono quella di Brescia e di Bergamo. Tra Usa e Cina era in corso una guerra commerciale di spaventosa portata e l’Italia, in particolare, ha commesso il grave “sgarro” di allearsi commercialmente coi cinesi, con l’accordo “La via della seta”…

Probabilmente allora si ritiene che per capire cosa possa essere successo realmente da noi servono esperti che non siano “sospetti” e allora arrivano, come è successo, militari russi esperti di guerre batteriologiche con le loro attrezzature al seguito e libertà d’azione.

E si invitano anche cinesi e cubani, per gli stessi reali motivi, in aggiunta all’emergenza sanitaria da fronteggiare.

Ciò nonostante, confidiamo sempre in bene.
Prevalga l’uomo sugli interessi e alle logiche spietate delle élites mondiali si sostituisca la capacità diffusa di perseguire un bene comune diffuso.

 

Alessandro Piergentili

 

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